← Tutte le storie11 Settembre 20231 minuto
Quanto ci manca Mariangela Melato
Milanese DOC, classe 1941, Mariangela Melato si era fatta le ossa con il teatro, diretta quasi subito da grandi come Dario Fo, Luchino Visconti e Luca Ronconi, ed aveva esordito al cinema in uno dei primi film di Pupi Avati, Thomas e gli indemoniati, un horror atipico e bizzarro. Il successo arrivò negli anni ’70, e la vide alternarsi a ruoli da commedia brillante diretta da Luciano Salce (Basta Guardarla, 1971) Steno (La poliziotta, 1974), Lina Wertmüller (Mimì metallurgico ferito nell’onore, 1972; Film d’amore e d’anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza, 1974; Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’Agosto, 1974), Sergio Citti (Casotto, 1977; Mortacci; 1989) a personaggi più complessi ed ambigui, guidata dalla mani sapienti di Elio Petri (La classe operaia va in paradiso, 1971; Todo Modo, 1976), Fernando Arrabal (L’albero di Guernica, 1975), Giuseppe Ferrara (Faccia di spia, 1975), Luigi Comencini (Il gatto, 1977), Franco Brusati (Dimenticare Venezia, 1979) e Mario Monicelli (Panni sporchi, 1999).
Bella e profonda, frivola e sagace, Mariangela Melato ha attraversato la nostra cinematografia con passo lieve e deciso, e ci manca tantissimo ancora oggi.
In regalo per voi una clip tratta dal film di Steno La poliziotta, che inaugurò il filone della commedia scollacciata delle donne in divisa ( alla Melato si sostituì Edwige Fenech, che colorì film come La poliziotta fa carriera e La poliziotta a New York), mantenendosi su toni più moderati da commedia d’autore, e che valse a Mariangela Melato il David di Donatello come Miglior Attrice Protagonista.