← Tutte le storie8 Gennaio 20242 minuti
Leo Gullotta, mattatore instancabile
Ma accanto alla sua partecipazione a commedie popolari di serie B che sfruttano essenzialmente la sua bravura di comico e spalla, come I carabbimatti di Giuliano Carnimeo (1981), Sturmtruppen 2 – Tutti al fronte (1982) di Salvatore Samperi, Mezzo destro mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone (1985) di Sergio Martino, Grandi Magazzini (1986) di Castellano e Pipolo, Gli inaffidabili (1997) di Jerry Calà, In questo mondo di ladri (2004) di Carlo Vanzina, Gullotta, oltre a confermarsi un eccellente doppiatore (tra tutti, di Joe Pesci, e alla morte di Oreste Lionello, di Woody Allen), si conquista anche l’attenzione del cinema d’autore. Nanni Loy lo vorrà nei suoi Cafè Express (1980), Scugnizzi (1989), Pacco, doppio pacco e contropaccotto (1992); Giuseppe Tornatore ne Il camorrista (1986) per il quale e si conquisterà il David di Donatello come miglior attore non protagonista, nel capolavoro Nuovo Cinema Paradiso (1988), in Stanno tutti bene (1999), ne L’uomo dalle stelle (1995) e in Baaria (2009), Steno lo dirigerà nel suo ultimo film, Animali metropolitani (1987). Per Il carniere (1997), diretto da Michele Zaccaro, Gullotta riceve il suo secondo David di Donatello come attore non protagonista. Nel 2004 prende parte a Fatti della banda della Magliana di Daniele Costantini nella parte del Giudice, mentre nel 2019 è uno dei protagonisti de Il delitto Mattarella di Aurelio Grimaldi, interpretando la parte di Rosario Nicoletti.