← Tutte le storie30 Novembre 20172 minuti
Gli 80 anni di Ridley Scott
Questo articolo è del Novembre 2017 e si riferisce a un evento concluso. Lo trovi qui perché fa parte dell'archivio.
Non che a Scott, classe 1937 ed un apprendistato in televisione, le candidature più prestigiose siano mancate nella sua carriera di ben 40 anni: già il suo esordio, I duellanti, interpretato da Harvey Keitel e Keith Carradine, aveva conquistato il Festival di Cannes nel 1977 aggiudicandosi il Premio di una Giuria presieduta niente poco di meno che da Roberto Rossellini. Da lì non si contano i CULT che sono rimasti nell’immaginario collettivo e hanno contribuito a riscrivere la storia del cinema. Bastano due titoli su tutti: Alien (1979), dopo il quale la nostra idea di extraterrestre non è stata più la stessa (e mai più così terrorizzante), un vero e proprio film seminale, che oltre ai vari sequel/prequel ha reinventato un genere ( producendo anche buffe parodie/omaggio, come Aglien di Andrea Camerini) e Blade Runner (1982), capostipite del filone di film distopici e cyber punk, diventato negli anni un vero e proprio oggetto di culto (solo 35 anni dopo il coraggioso Denis Villeneuve, regista di Enemy ed Arrival, è riuscito a dirigerne un remake, Blade Runner 2049.)
Una carriera costellata di successi e poche cadute di stile, muovendosi tra i generi e tra le dinamiche di genere ( cameratismo femminile in Thelma & Louise, 1991, ribaltamento dei ruoli in Soldato Jane, machismo delle origini con Il gladiatore, con il quale si è conquistato l’Oscar), con un occhio sempre puntato verso quello che è nuovo, sperimentabile, all’avanguardia: Scott è stato anche a capo del primo esperimento di social-movie della storia del cinema, La vita in un giorno, realizzato con con video degli utenti di Youtube.
80 anni quindi, ma nessun bisogno di celebrazioni guardando al passato, aspettando casomai il 4 Gennaio e pensando a quello che ancora ancora ci sorprendera di un regista così fecondo ed instancabile.